NEWS
HOME
NEWS
PROFILI
CD & LIBRI
CONTATTI
INTERVISTE
EXTRA
                 
                 
                 

  SIR PAPPANO: I CONCERTI AL "KULTURPALAST" E NELLA "FRAUENKIRCHE"   

Non si sono ancora spenti gli echi del grandioso concerto brahmsiano di Danel Barenboim a Dresda, che le due giornate successive del “Musikfestspiele” ci riserveranno ulteriori sorprese e la riscoperta, la rilettura di altri capolavori. Questa volta, a guidarci in un percorso i cui punti fermi saranno Modest Musorgskij, Bela Bartok, Nikolaj Rimskij-Korsakov e Gustav Mahler, sono la bacchetta e l’estro di uno dei Maestri più celebrati al mondo, Sir Antonio Pappano. Pronti ad ogni suo gesto e indicazione, i musicisti dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in RomaAd ospitare i concerti due prestigiose sedi: il Kulturpalast e la Cattedrale Frauenkirche. I concerti, compreso quello di cui abbiamo già raccontato la volta scorsa, rientrano nell’ambito della rassegna musicale Dresden Music Festival, giunta alla sua 42ma edizione e guidata dal sovrintendente Jan Vogler, che quest’anno ha modellato e coordinato il programma all’insegna del motto “Visions”, intendendo in tal modo aprire la rassegna ad un ventaglio di proposte piuttosto composite, come testimoniano anche i soli nomi degli autori eseguiti nelle serate concertistiche in questione. Da non sottovalutare neppure l’operato dell’instancabile Nicole Czerwinka a fronte di una rassegna che dal 16 maggio al 10 giugno ha ospitato oltre 1.500 artisti durante 56 eventi, con proposte dalla classica, al jazz, al “crossover” tra generi musicali, con una risposta di pubblico nell’ordine di alcune decine di migliaia di presenze.

Tra gli ospiti più prestigiosi la City of Birmingham Symphony Orchestra, l’Orchestra del Mariinsky Theater diretta da Valery Gergiev, Ada Rovatti, celebrati solisti quali la violinista Lisa Batiashvili, il violoncellista Yo-Yo Ma con la pianista Kathryn Stott, il violinista Joshua Bell. E naturalmente l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Pappano. Chiamato, quest’ultimo a ulteriormente valorizzare (se possibile) le partiture dei compositori – quantomai eterogenei stilisticamente - citati in apertura. La prima serata infatti prevedeva che il Kulturpalast ospitasse “Una notte sul Monte Calvo” di Musorgskij, il “Concerto per violino e orchestra n. 1” di Bartok e il finale con “Sheherazade” di Rimskij-Korsakov. Ottima l’acustica della Konzertsaal del palast che ha riaperto i battenti nel 2017 completamente rinnovato architettonicamente in quell’ottica. Di potente impatto timbrico esaltato dalla “bacchetta” anglo-italiana” (nascita londinese da genitori campani), la “Notte” è stata resa famosa dal film disneyano “Fantasia” riprendendo il tema dello scontro tra il male e il bene, con la vittoria di quest’ultimo quando all’alba, al suono della campana di una piccola chiesa di paese, le tenebre si disperdono, come tutti ricordiamo nelle scene finali di quel capolavoro. Quella riprosta da Pappano, però, è la versione originale del 1867, prima che proprio Rimskij-Korsakov ci mettesse mano addolcendo le asperità armoniche, le irregolarità ritmiche. A giovarne è proprio l’esecuzione quasi “ruvida” ma potente voluta dal Maestro che rende giustizia a Musorgskij: sembra che ad ispirarlo sia stata un soggiorno a Montecalvo Irpino, dove avrebbe sentito raccontare del sabba delle streghe di Benevento, trasposto e reso musicalmente nel brano. Che in vita non ebbe mai la soddisfazione di veder eseguito… Se Barenboim dirige in maniera rigorosa e vigorosa, la conduzione di Pappano appare invece più libera, più estroversa, si potrebbe dire. Come risulta anche nel successivo brano, di Bartok, in cui spiccano i virtuosismi del violino solista, Lisa Batiashvili, più volte richiamata sul palco da un pubblico entusiasta che non le ha lesinato lunghi e fragorosi applausi tanto più in un brano di non facile interpretazione ed anche quanto a comprensione della struttura armonica da parte della platea. A chiudere la serata “Sheherazade” di Rimskij-Korsakov, in cui il Maestro ha potuto ulteriormente esaltare l’energia dei tre movimenti della suite sinfonica ispirata alle “Mille e una notte”, in cui emerge un’orchestrazione con particolare interesse per l’orientalismo musicale, evidente nei due temi introduttivi, quello cupo del sultano e dolce quello di Sheherazade: dei leit-motiv che ritorneranno in varie forme nel corso dei movimenti. Quasi a simbolo della voglia di rinascita e riappacificazione la sede dell’ultimo concerto, la Cattedrale di Dresda, Frauenkirche, completamente distrutta nel 1945, che dovette attendere la riunificazione della Germania per poter risorgere, grazie all’iniziativa dei cittadini poi sostenuta da interventi più consistenti. E così da poco più di un decennio questo splendido monumento barocco, oltre alla sua funzione di luogo di culto, ospita eventi di livello. Come appunto il secondo concerto di Pappano, l’impegnativa Sesta sinfonia di Mahler (nota anche come “Tragica”), bastante da sola a rendere la serata indimenticabile. In essa il compositore vi ha profuso un carattere armonico e timbrico prevalentemente cupo e drammatico, tranne il secondo tema, lo Scherzo, una melodia nota come “Tema di Alma”, dal carattere giosioso, in cui l’autore spiegava di aver cercato di riassumere il carattere della consorte. E’ l’unica sinfonia a terminare in tonalità minore, mentre tutte le altre avevano un carattere “positivo”. E più che positivo, invece il responso del pubblico che ha reso onore all’evidente fatica esecutiva di musicisti e direttore nel rendere la potenza espressiva mahleriana. Una degna conclusione di un ciclo concertistico.

         IL GRANDE CONCERTO DEL 7 OTTOBRE "2000 FLAUTI 2000 VELE"

Domenica 7 ottobre, infatti, nell’ambito della 50ma Barcolana ed a conclusione delle manifestazioni ad essa legate, avrà luogo alle 16 in piazza Unità d’Italia il grande concerto  finale “2000 flauti per 2000 vele”, con centinaia di flautistidall’Italia e dall’estero per uno spettacolo indimenticabile. A precedere questo evento una serie di altri concerti e incontri in regione e a Trieste: dopo quello dello scorso 8 settembre, infatti, in programma il 27 settembre, Ore 20.45 Centro Civico di Tavagnacco (UD) In collaborazione con Comune di Tavagnacco, Fondazione Bon e Pro Loco. Venerdì 28 settembre Ore 20.45 Istituto Vivaldi – Monfalcone (GO) In collaborazione con Istituto di musica Vivaldi. Sabato 29 settembre Ore 18.30 Teatro Arrigoni – S. Vito al Tagliamento (PN) In collaborazione con Comune di San Vito al Tagliamento e Anmil Pordenone. Lunedì 1 ottobre Ore 20.45, Casa Della Musica – Trieste In collaborazione con Scuola di Musica 55. Mercoledì 3 ottobre Ore 18.30 Glasbena Šola – Sežana (Slovenia) In collaborazione con Scuola di Musica di Sežana Giovedì 4 ottobre Civico Museo Teatrale Schmidl, (ingresso 1 euro) - Visite guidate ogni ora: prima visita ore 10.00, ultima visita ore 15.00 Ore 16.00, Conferenza su “La storia del flauto”, relatore Giorgio Blasco. Intervento musicale della flautista Sofia Alekseeva (Russia). Venerdì 5 ottobre Civico Museo Teatrale Schmidl, ore 17 Concerto dei flautisti Horacio Parravicini (Spagna) e Giorgio Di Giorgi (Italia). Al pianoforte Sara Radin (Italia); introduzione a cura del Maestro Giorgio Blasco. Sabato 6 ottobre Civico Museo Teatrale Schmidl, Masterclass (mattino, 10.00-13.00) Horacio Parravicini (Spagna) – Repertorio solistico e orchestrale; Charina Quintana (Spagna) - Workshop su “La respirazione circolare”; Francesca Seri (Italia) – Ensemble di flauti traverso; Matej Zupan (Slovenia) - Repertorio solistico e orchestrale Ore 15.00 Concerto della Rete Regionale Flauti Toscana Masterclass (pomeriggio, 16.00-19.00) Luca Bellini (Italia) - Nuove tecniche di studio per flauto; Massimiliano Ferrara (Italia): ottavino; Monica Finco (Italia): repertorio solistico e orchestrale,  Aula magna Liceo Dante, Via Giustiniano n. 3 ORE 20.00 Concerto dei flautisti Luca Bellini, Massimiliano Ferrara, Monica Finco, Giovanni Mugnuolo (Italia); Charina Quintana (Spagna); Matej Zupan (Slovenia). Al pianoforte Silvia Barbieri (Italia). L’evento è stato presentato dal fondatore e attuale presidente onorario del Trieste Flute Ensemble Giorgio Blasco, dal presidente Ettore Michelazzi e dal primo flauto Alessandro Vigolo (nella foto). Come hanno sottolineato, “Si trattera del concerto di flauti traverso piu grande del mondo, con musiche originali del Maestro Valter Sivilotti in prima esecuzione assoluta, scritte e ispirate a Trieste e alla Barcolana. L’intreccio tra i professionisti (divisi in ben 18 voci diverse), le percussioni e i 6 grandi gruppi presenti in piazza Unita in una prosecuzione ideale del palco, avvolgeranno gli spettatori nella musica, creando sensazioni uniche e irripetibili”. Dato il gran numero di musicisti, oltre mille, si renderà necessaria l’azione coordinata di 8 direttori: oltre a Silviotti ci saranno  Fulvio Dose,  Matteo Firmi, Roberto Folla, Paolo Frizzarin, Patrick Quaggiato, Tomaž Škamperle e Maurizio Zaccaria.

             

         IL M° BARENBOIM INCANTA IL "SEMPEROPER" DI DRESDA

Quale migliore accostamento ci si può figurare, se al nome del celebre direttore d’orchestra Daniel Barenboim affianchiamo quello della Staatskapelle di Berlino, e, se tanto non bastasse, quello di Brahms? Un evento di questa portata è quello che ha avuto luogo nelle scorse settimane, precisamente il 19 maggio, a Dresda, nell’ambito del 42° Festival musicale, il “Dresdner Musikfestspiele”. Ad ospitare la fantastica coincidenza di prestigiose presenze il “Semperoper” ovvero lo storico ed antico Teatro dell’Opera di Stato, eretto nel 1838 e caratterizzato da un’inconsueta architettura semicircolare (e sottoposto in seguito a ben due ricostruzioni, dapprima nell’Ottocento e quindi, dopo essere stato raso al suolo dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, come gran parte della città, con una minuziosa ricostruzione basata sugli studi originari, tenendo conto delle più avanzate esigenze di acustica). Il 76enne Maestro argentino-israeliano Barenboim, da pochi giorni nominato Direttore onorario dei Berliner, ha impresso decisamente un’impronta notevole nel condurre le due performance della Staatskapelle. Prima di entrare nel merito, una curiosità riguardo il rapporto fra Trieste e la celebre “bacchetta”: le sue radici argentine, infatti, lo indussero nel 2010 a patrocinare lo spettacolo di danza “Tanguera” al Politeama Rossetti”. Tornando al programma, il Maestro ha voluto cimentarsi nella Terza e nella Quarta Sinfonia di Johannes Brahms, due lavori poderosi, che ben illustrano lo stile del compositore nato ad Amburgo ma vissuto di fatto a Vienna da quando era trentenne. Prima di entrare nello specifico, da sottolineare la disposizione non “canonica” degli archi adottata dal Direttore: solitamente, partendo da sinistra (immaginandoci quali spettatori), ci sono i violini (primi e secondi), poi le viole e, a destra violoncelli e contrabbassi. Nel sui caso, invece, i contrabbassi vanno a posizionarsi quasi a sinistra dietro ai secondi violini, mentre i contrabbassi si situano quasi centralmente. Con il risultato che i fiati, solitamente sistemati principalmente dietro agli archi, trovano letteralmente più “respiro” a destra e un po’ più in avanti rispetto al pubblico. E’ questa, una scelta dettata al Maestro dalla volontà di valorizzare maggiormente alcune sonorità rispetto ad altre, a seconda dei brani e degli autori da eseguire. Con tali disposizioni strumentistiche si creano infatti dei veri e propri “muri sonori” che vengono scagliati verso il pubblico allorchè prevalga una o l’altra timbrica, senza che, ad esempio il timbro degli archi si “impasti” negativamente con i fiati (o viceversa a seconda della partitura) e tutto possa emergere con pari dignità sonora, evitando una babele di suoni. Scopo in effetti raggiunto in questo caso. Questa sua scelta è apparsa alla fine vincente, a partire dallo struggente ed allo stesso tempo epico tema di apertura della Terza nell’Allegro con brio che trasporta lo spettatore verso i successivi movimenti (Andante, Poco allegretto, Allegro) con una maestosità crescente, alternata, nell’Andante, a una serenità ariosa sostenuta da una melodia semplice. Un movimento cupo nell’ultimo movimento, che però alla fine annuncia la vittoria della pace sull’oscurità.

Da molti considerata come il suo capolavoro, la Quarta è anche l’ultima delle sinfonie brahmsiane. Anche in questo caso la forma canonica in quattro tempi rivela la vena compositiva del compositore tedesco, che non manca però di citazioni beethoveniane. A valorizzare anche in questo caso in massimo grado la lunga introduzione tematica la compagine strumentale della Staatskapelle berlinese diretta con energia da Barenboim, proseguendo poi in una sorta di requiem dalla melodia dolce e spirituale. Si traghetta quindi in un terzo movimento gioioso ma sempre dignitoso, per poi concludere con l’adattamento di una passacaglia bachiana e la comparsa di un tema solenne. Tanto profondo il silenzio rapito di un pubblico estasiato durante entrambe le sinfonie (“un’emozione mai sperimentata da tantissimo tempo” si commentava in sala), quanto altrettanto profonda la riconoscenza per questo dono musicale testimoniato dalle ripetute ovazioni, dalle chiamate sul palcoscenico del Maestro, dalla visibile emozione sul suo volto stanco come su quelli dei musicisti. Si è accennato alla spiritualità che emerge dalla musica di Brahms: di fede luterana, il compositore, che la visse eticamente per tutta la vita, non tralasciò sin dall’infanzia la lettura della Bibbia, dalla quale trasse ispirazione per le musiche a carattere sacro, e che lesse fino alla morte. Di lui, l’amico compositore Walter Niemann osservò che il fatto che “abbia chiuso la sua attività creativa con la Bibbia rivela il vero credo religioso di questo grande uomo del popolo”.

                           EREV/LAILA NUOVE TRACCE

                   VERSO GERUSALEMME XIII EDIZIONE

CONCERTI: 18-20-25-27 GIUGNO 2019 ORE 21.00 INGRESSO GRATUITO

TERRAZZA DEL MUSEO DELLA COMUNITÀ EBRAICA Via del Monte, 3 - Trieste

I concerti si terranno anche in caso di pioggia all'interno della struttura. Tutti i concerti sono ad ingresso libero e gratuito. In collaborazione con la Comunità Ebraica di Trieste e il Museo della Comunità Ebraica di Trieste Carlo e Vera Wagner.

MARTEDÌ 18 GIUGNO
“Il cantante di Jazz” sonorizzazione del film con Andrea Massaria, Andrea Giust e Giorgio Pacorig

GIOVEDÌ 20 GIUGNO
"Heritage" Concerto del Coro della Comunità Ebraica Bet Israel di Zagabria diretto da Miroslav Salopek

MARTEDÌ 25 GIUGNO
Concerto per narratore e orchestra: “Die Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke” di Viktor Ullmann Narratore Giulia Diomede Direttore Davide Casali Orchestra da Camera Abimà

GIOVEDÌ 27 GIUGNO
Memoria e oblio “sulle corde”. Laura Antonaz - soprano, Nicoletta Sanzin - Arpa